Cos'è realmente il digiuno intermittente?
Affronto il tema dal punto di vista di un medico anti-aging, basandomi su informazioni scientifiche solide e verificate.

Tutto nasce dalla longevità, non dal dimagrimento

L'idea alla base di questa pratica è sorprendentemente semplice: basta mangiare un po' di meno per vivere un po' di più. Contrariamente a quanto molti pensano, il digiuno intermittente non nasce per dimagrire, ma dagli studi sulla longevità.

Nasce dagli studi scientifici sulla restrizione calorica partiti negli anni 80 e in particolare su uno studio condotto su scimmie rhesus  condotto per oltre 20 anni– pubblicato su Nature Communications – ha dimostrato che mangiare il 30% in meno allunga la vita e riduce malattie croniche. Le scimmie rhesus sono animali con un ciclo di vita lungo, il che rende i risultati più significativi anche per noi esseri umani.

La scimmia che è invecchiata meglio è quella a destra, quella sottoposta a restrizione calorica.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/28094793/

Poiché una restrizione calorica così severa non è facilmente applicabile all'uomo nella vita di tutti i giorni, la ricerca ha cercato alternative che potessero offrire benefici simili. È così che si è arrivati a capire che non è importante solo quanto si mangia, ma anche quando si mangia.

Ecco l’intuizione: non serve sempre mangiare meno. Basta mangiare in momenti giusti.

In Italia, quando parliamo di digiuno intermittente o Intermittent Fasting (IF), ci riferiamo in realtà ad una strategia nutrizionale  che si chiama tecnicamente TRE, Time-Restricted Eating ovvero "alimentazione a tempo ristretto", cioè mangiare solo in una finestra di 8 ore – il classico 16:8.
Ma attenzione: TRE non è vero digiuno.

Perché mangi tutti i giorni, solo in orari precisi. Ma anche questo “non-digiuno” ha effetti straordinari: è come premere reset ogni giorno che si fa, riattivando meccanismi antichi:la pulizia cellulare, l’autofagia, la flessibilità metabolica che ti fa bruciare grassi con l’efficienza di un motore ibrido.

Questo non è un vero e proprio digiuno, perché si mangia tutti i giorni. Semplicemente, si concentra l'assunzione di cibo in una finestra temporale definita. Il modello più conosciuto è il 16:8:

  • Si mangia in una finestra di 8 ore.
  • Non si mangia (si digiuna) per le successive 16 ore.

I veri benefici del Time-Restricted Eating (Oltre la bilancia)

Questa tecnica è molto più di una strategia per perdere peso; è un vero e proprio intervento metabolico globale. Gli studi scientifici, condotti da ricercatori autorevoli come Satchin Panda e Valter Longo, hanno dimostrato numerosi vantaggi:

Indirettamente, tutti questi benefici possono portare a una migliore gestione del peso corporeo, ma l'obiettivo primario è la salute metabolica a 360 gradi.

Miti da sfatare e false promesse: cosa NON è vero

Come per ogni approccio popolare, circolano molte informazioni imprecise. Facciamo chiarezza:

  1. NON è vero che nella finestra di 8 ore si può mangiare all'infinito e senza controllo. La qualità del cibo e le quantità contano sempre. Per ottenere benefici, questa pratica deve essere inserita in uno stile di vita sano che include una nutrizione equilibrata, attività fisica e gestione dello stress. Altrimenti, sono solo illusioni.
  2. NON è vero che è una soluzione semplice e adatta a tutti. È una strategia che va personalizzata e adattata alla storia, alla psicologia e allo stile di vita di ogni singola persona.
  3. NON è vero che funziona solo perché fa mangiare meno calorie. Alcuni sostengono che i benefici derivino unicamente dalla restrizione calorica. In realtà, gli studi dimostrano che il TRE ha vantaggi metabolici indipendenti, come lo stimolo alla flessibilità metabolica (la capacità del corpo di usare in modo efficiente sia i grassi che i carboidrati come carburante).

Un Avvertimento Importante: Non è una bacchetta magica

Questa pratica, sebbene potente, non è per tutti e va gestita con cautela, specialmente in alcuni contesti.

Per i pazienti obesi, ad esempio, limitare le ore in cui si mangia può portare a un vantaggio immediato sulla bilancia. Tuttavia, il rischio di un fallimento a lungo termine è alto. Chi lotta con il peso da una vita ha spesso provato innumerevoli diete, ha perso e ripreso peso, e si sente frustrato. Proporre una soluzione "magica" senza un supporto adeguato può portare all'ennesima ricaduta, con conseguenze psicologiche negative.

Il digiuno intermittente o TRE è uno strumento terapeutico importante, ma non dobbiamo banalizzarlo. Va inserito in una strategia complessiva, meglio se sotto la guida di un medico, che possa valutare come e quando applicarlo, tenendo conto della persona nella sua totalità.

In Conclusione

Il Time-Restricted Eating (comunemente chiamato digiuno intermittente) è una pratica scientificamente validata che nasce per promuovere la longevità e la salute metabolica. I suoi benefici vanno ben oltre la perdita di peso.

Tuttavia, non è una scorciatoia né una soluzione universale. Funziona al meglio quando è parte di uno stile di vita sano e viene personalizzato in base alle esigenze individuali. Se usato con consapevolezza, può diventare un alleato prezioso per il nostro benessere a lungo termine.