Sono il Dottor Claudio Tomella, medico specialista in nutrizione e medicina della longevità. Oggi desidero affrontare con voi un tema di fondamentale importanza per il nostro benessere quotidiano e per il nostro futuro: il sonno.

Spesso sentiamo dire che dormire poco fa male, ed è assolutamente vero. Tuttavia, quello che molti non sanno è che anche dormire troppo può rappresentare un problema e un segnale d'allarme inviato dal nostro organismo. Il riposo non è una gara a chi accumula più ore a letto: scopriamo insieme perché e come trovare il giusto equilibrio.

La "Curva a U" del sonno e i rischi per la salute

Gli studi scientifici indicano che il rapporto tra la durata del sonno e la salute segue un andamento rappresentabile con una curva a U.

Cosa significa concretamente? Significa che il rischio per la salute sale quando si dorme troppo poco, ma cresce in modo analogo anche quando si dorme troppo, sebbene per motivi differenti.

Cosa succede quando dormiamo troppo poco?

Quando il riposo è insufficiente, il nostro corpo permane in uno stato di allarme continuo. Questa condizione comporta:

  • Un'attivazione costante del sistema nervoso centrale.
  • Possibili alterazioni della pressione arteriosa (che tende a salire).
  • Sbalzi e alterazioni della glicemia.
  • Un aumento generale del rischio cardiometabolico.

A questo proposito, l'American Heart Association ha evidenziato in uno studio del 2025 che dormire troppo poco aumenta in modo significativo il rischio di:

  • Fibrillazione atriale.
  • Ipertensione arteriosa.
  • Patologie cardiovascolari.

I rischi sottovalutati del dormire troppo

Se dei pericoli della privazione del sonno si parla spesso, si tende invece a trascurare l'effetto opposto. Dormire troppo, specialmente se accade di frequente e senza una ragione apparente, non è necessariamente una semplice abitudine, ma può essere una spia indiretta di problematiche più profonde, tra cui:

  • Infiammazione cronica di basso grado (correlata all'invecchiamento, nota anche come inflammaging).
  • Stati depressivi.
  • Apnee notturne.
  • Alterazioni del metabolismo.

L'impatto sul cervello e sulle funzioni cognitive

Il sonno non influisce solo sul cuore, ma ha un impatto diretto sul nostro cervello. Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature ha evidenziato come sia il dormire troppo poco, sia il dormire troppo, peggiorino le performance cognitive e compromettano il benessere mentale generale della persona.

Quante ore bisogna dormire? Il numero ideale

Se non sono consigliabili né 5 o 6 ore, né tantomeno 10 ore, qual è la misura corretta?

Fermo restando che ogni situazione va sempre valutata e personalizzata sulla singola persona, i dati indicano che il periodo ottimale di riposo si aggira intorno alle 7 ore.

Molti pazienti provano ansia se non riescono a dormire esattamente 8 ore a notte, complici anche i moderni dispositivi di tracciamento del sonno (smartwatch e wearable). È importante non preoccuparsi eccessivamente: il range ideale e salutare è soggettivo e può variare dalle 7 alle 9 ore, ma attestarsi intorno alle 7 ore è già un ottimo parametro di riferimento.

L'importanza dell'architettura del sonno

Oltre alla quantità, conta la qualità. Il riposo è composto da diverse fasi:

  • Sonno leggero
  • Sonno profondo
  • Fase REM

Ognuna di queste fasi ha effetti metabolici specifici e differenti. Affinché questa struttura (o "architettura") del sonno sia ottimale, è indispensabile garantire un numero minimo di ore: se si dorme troppo poco, diventa infatti quasi impossibile per l'organismo completare correttamente tutti i cicli biologici necessari.

Sonno e longevità: lo studio scientifico

Un recente studio pubblicato a maggio 2026 sempre sulla rivista Nature ha messo in stretta relazione la durata del riposo con l'invecchiamento biologico.

I ricercatori hanno misurato 23 diversi "orologi biologici" basati sulla metilazione (un processo chimico del nostro corpo che permette di stimare con precisione l'età biologica di una persona, ovvero quanto siamo effettivamente giovani dentro al di là dell'età anagrafica).

I risultati hanno rivelato che le persone biologicamente più giovani sono quelle che dormono mediamente tra le 6,4 e le 7,8 ore a notte. Questo ci dimostra che il sonno non è semplicemente un momento di pausa, ma un indicatore essenziale per misurare e promuovere la nostra longevità.

Conclusione

Prendersi cura del proprio sonno significa compiere un passo decisivo verso una vita più sana e longeva.