L’alfa-chetoglutarato (AKG) è una molecola chiave per energia, longevità e salute cellulare. Studi recenti mostrano benefici su muscoli, cervello, metabolismo ed età biologica.

Al Congresso Mondiale di Medicina Anti-Aging di Montecarlo AMWC 2026), ho tenuto una relazione su una molecola estremamente affascinante: l'alfa-chetoglutarato (AKG).
Spesso, quando si sentono nomi come questo, la mente corre ai libri di biochimica del liceo o dell'università, a concetti che sembrano lontani dalla nostra vita quotidiana. Invece, le scoperte più recenti ci dimostrano che l'alfa-chetoglutarato ha una rilevanza pratica enorme per la nostra salute e, in particolare, per un invecchiamento di successo.
Ma cos'è esattamente e perché è così importante?
L'alfa-chetoglutarato è un metabolita, ovvero una sostanza prodotta durante le reazioni chimiche del nostro corpo. È un ingranaggio fondamentale del Ciclo di Krebs, uno dei principali processi che le nostre cellule utilizzano per produrre energia.
Gli studi hanno evidenziato un fatto cruciale: con l'avanzare dell'età, i livelli di AKG nel nostro corpo tendono a diminuire. Nei modelli sperimentali, ripristinare i suoi valori è stato associato non solo a un aumento della durata della vita, ma anche a una riduzione della morbilità, cioè della tendenza ad ammalarsi e della fragilità tipica dell'invecchiamento.
I benefici dell'alfa-chetoglutarato sono molteplici e toccano alcuni dei pilastri fondamentali della longevità. È una sostanza pleiotropica, un termine che usiamo per descrivere molecole in grado di svolgere tante azioni positive contemporaneamente. Vediamo le principali.
I mitocondri sono le centrali energetiche delle nostre cellule. La loro disfunzione è uno dei principali motori dell'invecchiamento. L'AKG agisce positivamente sui mitocondri in diversi modi:
Non conta solo il nostro codice genetico (il DNA), ma anche come viene letto e interpretato. Questo è il campo dell'epigenetica. L'AKG agisce come un regolatore chiave, attivando enzimi che contrastano l'ipermetilazione, un processo legato all'invecchiamento. In parole semplici, aiuta ad "accendere" i geni protettivi e a "silenziare" quelli potenzialmente dannosi.
Questa azione è così potente che studi scientifici sull'uomo hanno dimostrato la sua capacità di ridurre l'età biologica. Nello studio pilota Rejuvenate, l'assunzione di Calcio-AKG ha ridotto l'età biologica dei partecipanti fino a 8 anni. In un altro studio più recente e rigoroso, il D-ABLE Study, si è osservato un netto miglioramento dell'età epigenetica, misurata con i più avanzati "orologi biologici" basati sulla metilazione del DNA.
L'AKG è fondamentale per il metabolismo degli amminoacidi. In particolare, favorisce la sintesi di glutammato, una molecola cruciale da cui derivano:
Grazie a queste sue proprietà, l'AKG estende la sua azione benefica a tutto l'organismo:
Assolutamente sì. Come ho approfondito nella mia relazione al congresso, le evidenze scientifiche sull'AKG sono state raccolte lungo tutta la catena evolutiva: dai vermi (C. elegans) e i moscerini della frutta (Drosophila), fino ai topi e, infine, all'uomo. Sebbene la ricerca sia in continua evoluzione, i risultati attuali, specialmente quelli sulla riduzione dell'età epigenetica, sono estremamente promettenti.
L'AKG può essere un tassello prezioso da aggiungere alla propria strategia di longevità. Tuttavia, è fondamentale ricordare che non esistono pillole magiche. Nessun singolo integratore può sostituire le fondamenta di uno stile di vita sano: un'alimentazione corretta, attività fisica regolare, gestione dello stress e un sonno di qualità.
La forma più studiata e comunemente utilizzata nell'integrazione è il Calcio Alfa-chetoglutarato (Ca-AKG), che unisce i benefici della molecola a un apporto di calcio, utile per la salute delle ossa.
Continuerò a esplorare questo e altri argomenti affascinanti nel mondo della longevità e del benessere